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I Messapi

I primi a stanziarsi nel Salento, furono i Messapi, dediti all'agricoltura, all'allevamento dei cavalli ed all'artigianato della ceramica. Queste popolazioni diedero un determinante impulso alla nascita delle città (Manduria, Muro Leccese, Vaste, Ugento), che a quell'epoca si distinsero per la presenza di monumentali cinte murarie.

Manduria: Tratto di Mura Messapiche 

È merito della ricerca recente aver identificato una fase cronologica di estrema importanza per la decifrazione delle dinamiche di formazione dell'ethnos messapico: si tratta del periodo che va dal IX al VII secolo a. C.

Il VI secolo a. C. rappresenta uno dei momenti di maggiore vitalità della civiltà messapica: in tutti gli ambiti si registrano grandi innovazioni che cambiano radicalmente lo stile di vita. Fra i fenomeni di rilievo culturale va segnalata la comparsa dei primi documenti scritti in lingua messapica. Fra i primi popoli italici ad adottare la scrittura, i Messapi si servirono dell' alfabeto greco per redigere la ricca serie di iscrizioni su vasi, cippi, stele prevalentemente pervenuti in contesti culturali. Altri, incisivi segni delle trasformazioni in atto nella società messapica, si colgono nella sfera religiosa: le strutture dedicate al culto emergono in forme riconoscibili attraverso le pratiche rituali adottate, che denotano significative affinità con il mondo greco: la dedica di oggetti votivi specifici, vasi figurati, ceramica miniaturistica, terracotte.

Un capolavoro della bronzistica magnogreca arcaica, la splendida statua di Zeus rinvenuta a Ugento, rappresenta la prova più significativa di un altro fenomeno che investe la sfera religiosa, vale a dire la rappresentazione iconica della divinità.
Ma gli elementi che meglio riflettono le trasformazioni di vasta portata in atto vengono dall'analisi degli abitati. Il fenomeno più rilevante è forse rappresentato dal cambiamento nel modo di abitare alle capanne dell'età del Ferro si sostituiscono le abitazioni a più ambienti, di forma quadrangolare, organizzate intorno a un cortile, con muri di pietra e copertura a tegole. Cavallino, l'antico centro di cui non conosciamo il nome, alle porte di Lecce, è l'osservatorio privilegiato per analizzare questo aspetto. In questo contesto si sviluppa l'artigianato (con la produzione di ceramica, elementi architettonici ecc.) e gli scambi con l'esterno apportano con maggiore frequenza beni di consumo e oggetti "esotici" (come le ceramiche di importazione, il vino greco) il cui uso non è appannaggio solo della élite.
La fine dell'abitato di Cavallino, nelle prime fasi del V secolo a. C., coincide con un momento di grave crisi che sembra investire numerosi altri contesti archeologici. Questa crisi, a cui non è forse estraneo il conflitto con Taranto, segna l'inizio di un periodo difficile da inquadrare in base all'evidenza degli abitati, che diventa sfuggente, poco visibile, e probabilmente corrisponde a una fase di "recessione" che durerà almeno fino alla metà del IV secolo a. C.

Il periodo compreso tra il IV e il III secolo a. C. è  forse il più ampiamente documentato sia dagli oggetti che dalle vestigia monumentali sparsi sul territorio.

Dopo la "stasi" del V secolo a. C., a partire dalla metà del IV secolo fioriscono su tutto il territorio salentino numerosi insediamenti. Le cinte murarie ne delimitano l'area che si estende in genere per parecchi ettari. Se le dimensioni di un abitato "piccolo" si aggirano in media sui 40/50 ettari, quelle dei centri maggiori - come Rudiae, Muro Leccese, Ugento -superano i 100.

 Muro Leccese: Tratto di Mura Messapiche

Le differenze riscontrabili nelle dimensioni dei siti riflettono l'assetto politico-sociale, probabilmente più articolato rispetto all'età arcaica, che sembra organizzarsi secondo strutture cantonali in cui emergono i siti maggiori con un ruolo di riferimento. Nelle campagne intorno agli insediamenti messapici si registra la presenza di nuclei insediativi sparsi, legati allo sfruttamento del territorio: sono vari e numerosi gli elementi che indicano la crescita demografica e la prosperità di questo periodo, forse legata all'introduzione di nuove tecniche agricole che permettono un migliore sfruttamento del terreno. Della ricchezza e della stratificazione sociale sono prova le tombe monumentali che esibiscono nelle dimensioni, nell'architettura, nell'apparato decorativo, l'elevato status sociale di appartenenza dei loro proprietari: gli ipogei di Rudiae, di Vaste, di Lecce.
Nel centro di Vaste è stato possibile identificare le residenze dei ceti aristocratici e gli edifici cerimoniali legati allo svolgimento delle funzioni rappresentative della élite, come le sal
e per i banchetti. Un vivo riflesso del potere anche economico è costituito dal rinvenimento del tesoretto di 150 stateri di argento. Il suo interramento coincise con il momento di crisi, fortemente traumatico, che pose fine a questo periodo di particolare splendore della civiltà messapica.

 Museo di Vaste: Vasi di epoca messapica

 (Fonti: Lecce e il Salento-Touring Club Italiano, trovasalento.it)

  RICONQUISTA DEL PAESAGGIO

Grande risultato raggiunto dagli amici di Coppulatisa, comitato per la riconquista del paesaggio Salentino, promosso da Edoardo Winspeare, con la firma del compromesso per l’acquisto di un terreno di 3000 metri quadrati sulla serra costiera con sopra una costruzione abusiva di 100 metri quadrati. Ma ancora non è finita... servono altri fondi (25,000 € circa) per finire di pagare “il paesaggio dell’anima ferito”. Dobbiamo farcela!!!  Salentini di tutto il mondo uniamoci!!!

per maggiori informazioni leggete il manifesto, o visitate il sito coppulatisa.it

 

Ultimo aggiornamento: 07-12-04