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Torri, castelli e masserie Nei decenni centrali del Cinquecento la rinnovata pressione turca sulle coste meridionali spinse i viceré di Napoli, rappresentanti della casata imperiale spagnola, a costruire lungo il litorale un cordone ininterrotto di torri di avvistamento, in gran parte completato negli anni Sessanta dello stesso secolo. Le torri costiere costituivano un sistema di avvistamento che consentiva di approntare difese di emergenza in occasione di incursioni dal mare.Queste torri sono tuttora visibili lungo gran parte della costa pugliese ed il Salento, in particolare, conserva in buona parte integra la struttura delle costruzioni. Delle 58 torri, gran parte sono a pianta quadrata con basamento scarnato e struttura dotata di feritoie e caditoie, altre cilindriche (una tipologia più antica che compare nella torre di Santa Cesarea, in torre Miggiano, torre di Capo Lupo, torre di Andrano, torre Pizzo), altre ancora assomigliano a piccoli castelli costieri, come il demolito castello di San Cataldo, la torre del Fiume alla marina di Nardò detta anche le Quattro Colonne, o l'imponente torre di Porto Cesareo che, come altri esempi, conserva il ponte levatoio di accesso al piano elevato perché per ragioni di sicurezza il piano terra non aveva uscite. A completare il sistema di difesa e controllo del territorio furono chiamate le preesistenti torri medievali, come la Torre del Serpe a sud di Otranto, ma soprattutto i castelli costieri che già a partire dalla seconda metà del Quattrocento erano stati ristrutturati e adeguati alle tecniche e invenzioni belliche più moderne.
Santa Cesarea Terme: Torre Porto Miggiano Dei castelli fanno parte quelli di Otranto e di Castro, posti tra Brindisi e Leuca a controllo del Canale d’Otranto. Ricostruita subito dopo l'assedio turco del 1480, la grandiosa fortezza di Otranto replica lo schema tipologico aragonese, con impianto quadrangolare organizzato su una piazza d'armi rafforzata agli angoli da quattro torrioni scarpati, a cui l'architetto livornese Tiburzio Spannocchi aggiunse nel 1574 un monumentale bastione che giunge a pochi metri dalle acque del porto. Anche il castello di Castro si erge sul mare e lo domina dall'abitato, ma è organicamente connesso alla cinta muraria difensiva risalente alla seconda metà del Cinquecento.
Otranto: Castello Castro: Castello
I due castelli costituiscono i capisaldi del sistema difensivo costiero, basato sulle torri e su una seconda cintura di fortificazioni posta a pochi chilometri dalla costa, come il castello di Roca Vecchia, e i castelli di Acaya (1506-36), Acquarica di Lecce (1549), Borgagne (1497), Melendugno (1550 circa), Andrano (1540 circa), Caprarica del Capo (1524), Tricase e Montesardo.
Acaya: Castello Sulla costa ionica invece il presidio più importante è il castello di Gallipoli: di origini bizantine, fu quasi completamente ricostruito in periodo aragonese e alla fine del Quattrocento fu munito del rivellino, eretto su progetto di Francesco di Giorgio Martini. Successivamente, verso il 1543 è probabile che vi abbia lavorato anche l'architetto Gian Giacomo dell'Acaya, nobile locale.
Gallipoli: Castello In corrispondenza di questo tratto di costa i castelli sono spostati notevolmente più all'interno, come il castello di Copertino progettato dall'architetto Evaristo Menga nel 1540, che per primo adottò in modo organico il moderno fronte bastionato, già impiegato parzialmente nel castello e nella cinta fortificata del castello di Acaya. Tutti gli altri castelli ionici (Galatone, Fulcignano, Parabita, Matino, Racale, Felline, Morciano, Giuliano ecc.) sono più propriamente castelli di terra. Di nuovo al mare si rivolge il castello di Lecce, sorto a partire dal 1539 intorno alle antiche fortificazioni svevo-angioine (la torre mastra appartiene alla metà del XIV secolo). Progettata da Giangiacomo dell’Acaya secondo le più aggiornate teorie militari, la grande fortezza era un tempo circondata da fossati che la isolavano. Altri castelli interni di particolare rilievo sono quelli di Alessano, Cannole (seconda metà del Cinquecento con giardino barocco), Casamassella, Collepasso (posto all'incrocio di importanti strade di comunicazione), Corigliano d'Otranto (della fine del Quattrocento con facciata barocca), Martano, Matino (dove è probabile la presenza di Ferdinando Sanfelice), Melpignano (con facciata barocca), Nardò (quattrocentesco ma in gran parte rifatto alla fine del secolo scorso), Ruffano, Taurisano, Tutino (quattrocentesco con facciata del 1580). Dovunque nella campagna si ergevano torri di grandi e piccole dimensioni , spesso residuo di più grandi complessi rurali di età medievale poi scomparsi: la torre più celebre è quella di Leverano, probabilmente del periodo svevo (1220 circa).
Tutto questo sistema che controllava il
territorio e ne assicurava la difesa era integrato da un'altra tipologia
edilizia che aveva finalità diverse: la masseria. È questo uno degli
elementi che ancora oggi caratterizzano e qualificano il paesaggio
rurale e rappresentano la testimonianza più evidente del latifondo
medievale. Nella provincia di Lecce la masseria presenta dimensioni
medie e piccole e raramente il suo fondo supera i 500 ettari. Sparse in
modo uniforme sul territorio, differiscono tra loro per tipologia
architettonica e caratteri edilizi: alle modeste costruzioni rurali
organizzate entro recinti costruiti con pietrame a secco si affiancano
veri e propri complessi fortificati, detti anche masserie fortificate o
torri-masseria. Il sistema difensivo della torre della masseria Ascanio
in territorio di Nardò èsimile, se non più complesso, di quello delle
torri costiere o delle torri dei castelli.
E fortificate erano non solo le masserie prossime alla costa
ma anche quelle dell'entroterra, come la masseria Torrepinta e quella Li
Quarti di Galatina. Nel territorio di Lecce, le più imponenti e
singolari dal punto di vista architettonico erano le masserie Paladini
Piccoli, Rauccio, Barrera, Giampaolo, affiancate dalle caratteristiche
torri colombaie, mentre in territorio di Nardò interessanti sono la
masseria Brusca con annessa cappella settecentesca, la masseria Giudice
Giorgio dal coronamento a caditoie circolari, e la Trappeto. Leverano: Torre Nardò: Masseria Giudice Giorgio
(fonti: trovasalento.it. salentu.com, comune.muroleccese.le.it, Lecce e il Salento – Touring Club Italiano). |
RICONQUISTA
DEL PAESAGGIO![]() Grande risultato raggiunto dagli amici di Coppulatisa, comitato per la riconquista del paesaggio Salentino, promosso da Edoardo Winspeare, con la firma del compromesso per l’acquisto di un terreno di 3000 metri quadrati sulla serra costiera con sopra una costruzione abusiva di 100 metri quadrati. Ma ancora non è finita... servono altri fondi (25,000 € circa) per finire di pagare “il paesaggio dell’anima ferito”. Dobbiamo farcela!!! Salentini di tutto il mondo uniamoci!!! per maggiori informazioni leggete il manifesto, o visitate il sito coppulatisa.it |
Ultimo aggiornamento: 07-12-04